Il vento sta cambiando

Ann Robertson

di Ann Robertson e Bill Leumer


(The Political Winds Are Changing)

10 novembre 2009

Il movimento sindacale sta cominciando a muoversi dopo decenni di arresti e sconfitte. Avendo abbracciato il concetto di una partnership con i datori di lavoro, la maggior parte dei funzionari sindacali hanno rinunciato ad ogni ricorso agli scioperi, l’unica arma efficace quando impiegata correttamente e hanno continuato a trattare per i loro iscritti un contratto di concessioni dopo l’altro. Nel frattempo hanno tentato senza successo di perseguire i loro obiettivi attraverso l’altro loro “partner”, il Partito Democratico.

Ma l’attuale crisi economica è risultata in tremende pressioni sui funzionari sindacali dalla base, che sostiene il peso maggiore della crisi attraverso la massiccia perdita di posti di lavoro, il termine dell’assistenza sanitaria, i sequestri di case e gli sfratti. E, sebbene debba ancora cambiare molto, all’orizzonte spuntano segnali promettenti.

Per esempio, nei diversi anni passati, il movimento dei lavoratori organizzato ha approvato una risoluzione contro la guerra dopo l’altra. Questo anno la AFL-CIO ha chiesto il “rapido ritiro dall’Iraq”. L’International Longshore and Warehouse Union (ILWU) ha chiesto il ritiro delle truppe dall’Iraq e dall’Afghanistan. La National Education Association, il Communication Workers of America, l’American Federation of Teachers, il Service Employees International Union (SEIU) e l’United Electrical (UE) hanno tutti approvato risoluzioni contro la guerra. I funzionari sindacali hanno riconosciuto che le centinaia di miliardi di dollari stanziati per le guerre in Iraq ed Afghanistan potevano essere spesi in programmi per la creazione di posti di lavoro, l’istruzione, l’assistenza sanitaria ed altri servizi sociali. La U.S. Labor Against War, un’organizzazione nazionale che promuove posizioni contro la guerra nei movimenti sindacali, comprende 184 affiliati, la maggior parte dei quali sono sindacati locali.

Ma il significato di queste risoluzioni va oltre il semplice gesto simbolico. Esse rappresentano una rottura con le politiche ufficiali del Partito Democratico, dal momento che queste guerre ora sono le guerre di Obama. Rompendo con il Partito Democratico sulla guerra, il movimento sindacale compie un passo nella direzione dell’azione politica indipendente. Cioè, piuttosto che saldare se stessi esclusivamente nel Partito Democratico, che è controllato completamente dall’America corporativa e dai ricchi, molti funzionari sindacali iniziano a riconoscere che i loro interessi possono divergere. La partnership comincia a fratturarsi ed a spezzarsi.

Sta anche affiorando un’altra importante rottura. Dati i severi deficit di bilancio governativi a livello federale, statale e locale, che sono risultati in massicci licenziamenti e hanno ridotto i servizi pubblici per tutto il paese, i sindacati sollevano la richiesta di tassare le corporations ed i ricchi per elevare le entrate e salvare posti di lavoro. Il Washington State Labor Council ha prodotto una dura risoluzione che chiede di tassare i ricchi, come anche il San Francisco Labor Council, la California Federation of Teachers, l’American Federation of Teachers, l’Illinois state convention of AFSCME e numerose SEIU ed AFSCME locali.

Tassare le corporations ed i ricchi è una richiesta che i funzionari del Partito Democratico amano dire è “fuori dal tavolo”. Ciò significa che non è nemmeno permesso discuterla, il che è equivalente al negarle qualunque realismo. La ragione di questo duro rimprovero è evidentemente chiara: i forzieri del Partito Democratico vengono riempiti con miliardi di dollari donati dalle corporations e dai ricchi. Le loro donazioni al confronto rendono pallide quelle del lavoro organizzato.

Una terza incrinatura nel rapporto tra il sindacato organizzato ed il Partito Democratico si sta aprendo un varco. Il Troy (New York) Labor Council ha chiesto all’AFL-CIO di organizzare una dimostrazione a Washington D.C. per chiedere, tra le altre cose, programmi per la creazione di posti di lavoro e pace. La Workers Emergency Recovery Campaign (WERC), una associazione di base emergente, organizzazione nazionale, lavora con i membri del San Francisco Labor Council che introdurrà una risoluzione simile al Council. Se queste risoluzioni risultano in una significativa campagna che sostiene la causa di una dimostrazione veramente imponente della II Giornata di Solidarietà chiesta dal movimento dei lavoratori, allora il lavoro organizzato starà ancora agendo indipendentemente dai Democratici, dal momento che i sindacati riuniranno i loro membri ed i loro alleati, compresi i gruppi delle comunità e le organizzazioni dei neri e dei latino, per fare richieste al governo controllato dai Democratici.

Di fatto, la stessa AFL-CIO chiede già un programma per posti di lavoro intrapreso dal governo. Il suo nuovo presidente, Richard Trumka, ha recentemente osservato: “Ogni giorno, diventa sempre più urgente che il governo federale proceda seriamente con azioni coraggiose per incrementare la creazione di posti di lavoro. Tale azione dovrebbe comprendere urgentemente importante aiuto fiscale ai governi statali e locali, programmi per posti di lavoro nella comunità, investimenti aggiuntivi nelle infrastrutture, posti di lavoro verdi ed assistenza creditizia alle piccole e medie imprese. Non agire ci espone tutti al rischio molto reale di una generazione perduta di americani che hanno lavorato duro ma che non riescono a mettere il cibo sulla tavola e di giovani brillanti che non faranno mai fruttare il loro potenziale”.

Finché il movimento dei lavoratori organizzato mantiene qualsiasi apparenza dell’approccio ‘partnership-con-i datori di lavoro (concertazione), i lavoratori saranno costretti a sacrificarsi per il “bene” dell’azienda. Se l’azienda si trasferisce in un altro paese per prendere vantaggio della manodopera a buon mercato, i lavoratori devono accettare passivamente i licenziamenti. Se una società ordina licenziamenti massicci mentre pretende dalle persone restanti di lavorare due volte tanto duramente, ai lavoratori non sarà permesso protestare. E se i salari ed i benefici vengono decurtati al minimo per aumentare i profitti, i lavoratori devono sottomettersi in silenzio.

Comunque, come testimoniano le suddette spaccature nella concertazione, vi è il crescente riconoscimento che gli interessi dei lavoratori e dei loro datori di lavoro non sempre convergono. E, se queste tendenze continuano, culmineranno nel riconoscimento che di fatto gli interessi dei lavoratori e dei loro datori di lavoro sono diametralmente opposti. Prima di tutto, le imprese producono per il profitto. D’altra parte, la gente lavora semplicemente per guadagnarsi da vivere. Più alti i salari ed i benefici, quindi più alto è il livello di vita. Ma i profitti del datore di lavoro sono proporzionalmente più bassi. Perciò, qualsiasi concertazione con i datori di lavoro deve essere creata a spese dei lavoratori. E non vi può essere nessun dubbio che la filosofia della concertazione ha prodotto perdite continue per i lavoratori nei quattro decenni passati.

Ma se gli interessi dei lavoratori e dei loro datori di lavoro non convergono, per il movimento dei lavoratori ha poco senso operare all’interno del Partito Democratico, dato che le corporations ed i ricchi controllano il partito. In ultima analisi, perché i lavoratori perseguano efficacemente i loro interessi, saranno obbligati ad organizzarsi nel loro partito — un partito dei lavoratori — che possa agire esclusivamente per loro.

Per incoraggiare ulteriormente questi sviluppi, esortiamo i lettori che sono nei sindacati a sollevare risoluzioni nelle loro sezioni locali che chiedano all’AFL-CIO ed alla Change to Win di organizzare la III Giornata della Solidarietà nella primavera del 2010 a Washington, D.C. per chiedere posti di lavoro, abitazioni, assistenza sanitaria, finanziamento completo per l’istruzione pubblica ed i servizi sociali, e pace. Nell’unità e nella solidarietà vi è la forza; insieme possiamo vincere!

Un modello di risoluzione:

Mentre — nonostante la cosiddetta ripresa economica — la crisi economica per i lavoratori continua inesorabile con disoccupazione crescente ed aumento dei sequestri di case e degli sfratti,

E mentre questa crisi economica è risultata nel sottofinanziamento e nel degradare l’istruzione pubblica ed i servizi sociali,

E mentre il governo ha concesso miliardi di dollari di denaro per il salvataggio delle istituzioni finanziarie la cui incuranza ed avidità hanno creato questa crisi economica,

E mentre vi è crescente opposizione alle guerre in Afghanistan ed in Iraq da parte della maggioranza del popolo qui negli USA, per non parlare dell’Afghanistan e dell’Iraq,

E mentre queste guerre costano ogni mese miliardi di dollari,

Di conseguenza sarà deciso che il San Francisco Labor Council chieda alla AFL-CIO ed alla Change to Win di organizzare una marcia su Washington D.C. della III Giornata della Solidarietà per domandare posti di lavoro, abitazioni, assistenza sanitaria, finanziamento completo per l’istruzione pubblica e per i servizi sociali, e pace.

Sugli autori: Ann Robertson è docente alla San Francisco State University e membro della California Faculty Association. Bill Leumer è membro della International Brotherhood of Teamsters, Local 853 (in pensione). Entrambe sono autori per Workers Action (www.workerscompass.org) e possono contattarsi a sanfrancisco@workerscompass.org.


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