La minaccia di guerra contro l’Iran e la Siria è reale

Shamus Cooke

Per coloro che pensano che gli Stati Uniti non potrebbero assolutamente fomentare un’altra guerra in Medio Oriente, ripensateci. Autorizzati dal loro “successo” nei bombardamenti sulla Libia, e dalla consegunete uccisione di Muammar Gheddafi, Obama sta ora cercando di usare esattamente la stessa strategia contro la Siria, mentre usa le stesse alllarmanti minacce militari contro l’Iran. In entrambi i casi, gli stati uniti stanno creando le condizioni per una guerra in una zona che che già ribolle a causa di decenni di dittature sostenute dagli Stati Uniti insieme una passata aggressione militare statunitense.

In Siria, la formula della guerra in Libia viene realizzata con precisione  nel nome dei diritti umani da proteggere, gli Stati Uniti stanno “arruolando” la Lega Araba per aprire le porte  a una coalizione appoggiata dagli Stati Uniti di nazioni di quella zonaper realizzare una no fly zone, cioè la guerra.

Numerose fonti di informazioni statunitensi hanno riferito- senza alcuna verifica – che i dimostranti siriani “chiedevano una no fly zone” e un “esercito arabo” che invadesse e buttasse giù il governo siriano.

Gli Stati Uniti stanno tentando di incanalare le proteste popolari in Siria in un “cambiamento di regime”, con l’obiettivo finale di avere un futuro regime che servirà gli interessi degli Stati Uniti meglio di quello attuale. I “capi” dell’opposizione siriana sono “HANDPICKED” e molto  cordiali con gli Stati Uniti. Questa dirigenza non -rappresentativa chiede ora agli Stati Uniti di intervenire militarmente. The Daily Beast riferisce:

“…l’amministrazione Obama prepara delle opzioni per aiutare direttamente e [militarmente] l’opposizione siriana. Due funzionari dell’amministrazione dicono a Foreign Policy che un piccolo gruppo di rappresentanti di varie agenzie [statunitensi]si sono riuniti per discutere l’estensione dell’aiuto umanitario [e militare] ai ribelli siriani e la nomina di un coordinatore speciale che lavori con loro. Hanno anche discusso di stabilire un corridoio umanitario [militare] lungo il confine turco, ma questo richiederebbe l’istituzione di una no-fly zone…” (29 dicembre 2011).

L’uso fatto qui della parola “umanitario” per descrivere l’azione militare è usata indiscutibilmente sia dal governo statinitense che dai mezzi di informazione, dopo essere stati ssperimentati dai media in Libia. E’ altamente improbabile che i lavoratori di qualsiasi nazione del  Medio Oriente inviterebbebro l’esercito statunitense per aitarli, specialmente dopo che le forze armate staunitensi avevano distrutto l’Iraq e lasciato il paese sull’orlo della guerra civile mentre continuavano a colpire l’Afghanistan, facendo finta che sia una guerra che possono vincere. La Libia sta ancora bruciando per l’assistenza degli Stati Uniti.

La bugia dell’intervento umanitario è smascherata nel modo migliore quando si considerano le relazioni degli Stati Uniti con l’Arabia Saudita: il 29 dicembre l’Amministrazione Obama ha acconsentito a mandare 30 miliardi di armamenti sofisticati a uno dei regimi più repressivi della storia umana. I mezzi di informazione degli Stati Uniti pubblicanonotizie “umanitarie” anti-siriane e  vendte di armi dell’Arabia Saudita sulla stessa pagina, lo stesso giorno, senza un ripensamento  per l’ipocrisia palese.

Per proteggere le ragioni degli Stati Uniti e l’uso degli armamenti statunitensi in un possibile attacco contro la Siria, la Lega Araba verrà di nuovo “arruolata”. La maggior parte della Lega Araba consiste di nazioni che hanno legami politici”militari molto stretti con gli Stati Uniti, e che sono totalemte dipendenti da loro per gli armamenti e per l’appgggio politico. Non è un’esagerazione chiamare la Lega Araba i burattini diplomatici degli Stati Uniti. Della Lega Araba fanno parte le brutali dittature dell’Arabia Saudita, dello Yemen, della Giordania, degli Emirati Arabi Uniti, dell’Iraq, dell’Egitto, del Bahrein, dell’Iraq, del Kuwait, dell’Oman, del Sudan, ecc. Quasi tutti esistono semplicemente grazie all’appoggio delle forze armate /della polizia degli Stati Uniti.

La Siria ha messo in evidenza l’ipocrisia dei “controllori” umanitari  della Lega Araba guidati da un generale sudanese da tempo noto per essere un nemico dei diritti umani.

L’Associeted Press ha correttamente notato che le rimostranze  della Siria contro il generale sudanese:

…”sollevano inquietanti domande sul fatto che gli stati membri della Lega Araba, che registrano alcuni dei  record negatvi peggiori riguardo ai diritti umani, fossero adatti alla missione di contollare la conformità a un piano previsto per porre fine alla repressione contro gli oppositori politici da parte delle forze di polizia fedeli al presidente Bashar Assad.”

(29 dicembre 2011).

Se la Lega Araba espelle la Siria come ha fatto con la Libia, la “coalizione” Arabo/statunitense avrà il il via libera per un’invasione militare “umanitaria”. Se un “esercito arabo” invaderà davvero la Siria per scopi “umanitari”, lo farà con l’assistenza delle forze armate statunitensi, che – come in Libia – saranno i capi dietro le quinte- e coordineranno le azioni fornendo allo stesso tempo informazioni segrete per l’invasioni. Tutte le bombe che si faranno cadere, saranno “fabbricate” negli Stati Uniti.

La situazione iraniana non è migliore. Le nuove sanzioni economiche che l’amministrazione Obama intende realizzareequivalgono a un atto  di guerra contro l’Iran, dal momento che avrebbero un effetto paralizzante dell’economia iraniana. In questo caso le nazioni vengono usate come provocazione, e quando l’Iran ha reagito minacciando di chiudere lo Stretto di Hormuz, le forze armate statunitensi hanno reagito immediatamente. Il portavoce della Quinta flotta della marina degli Stati Uniti, Luogotenente Rebecca Rebarich, ha minacciato l’Iran dicendo: “[la marina statunitense] è sempre pronta a respingere azioni malevole per assicurare la libertà di navigazione.” Questo è un’evidente minaccia di guerra . Il silenzio di Obama implica consenso.

Molti altri funzionario di altissimo grado del governo degli StatiUniti, hanno espresso commenti altamente provocatori di guerra  contro l’Iran sui mezzi di informazione, concentrandosi sulla minaccia nel “futuro immediato”  dell’Iran di avere un’arma nucleare. Non ci sono prove concrete sia in qualche modo prossimo ad avere un’arma nucleare, proprio come non esistevano prove che l’Iraq avesse armi di distruzione di massa. La costante retorica contro l’Iran che avrebbe un’arma nucleare è un’iperbole scorretta; anche se l’Iran doveese ottenere armi nucleari, avrebbe scarse motivazioni di usarle, dal momento che Israele potrebbe facilmente cancellare l’Iran con il suo arsenale di armi nucleari.

Attaccare la Siria e/o l’Iran apre la porta a una guerra più estesa in quella zona o anche a una guerra internazionale. L’agenzia di stampa Reuters riferisce:

“La Russia sta inviando una flottiglia di navi da guerra alla sua base navale in Siria (usata per lavori di manutenzione),  come dimostrazione di forza che indica che Mosca vuole difendere i suoi interessi in quel paese dilaniato  dalla guerra, mentre monta la pressione sul governo del presidente Bashar Assad….La Russia, che ha una base navale di manutenzione in Siria e il cui commercio di armi con Damasco equivale a milioni di dollari all’anno, lo scorso mese si è unita alla Cina per porre il veto a una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU sostenuta dall’Occidente, che condannava il governo di Assad (28 novembre 2011).

I funzionari militari russi hanno affermato che lo scopo di una presenza militarein Russia è, in parte, di agire come deterrente contro gli attacchi stranieri. Il motivo è che  la Siria è un  alleato e partner commerciale della Russia. Se la Russia dovesse invadere l’Arabia Saudita per scopi “umanitari”, gli Stati Uniti non si precipiterebbero a difenderla?

La situazione internazionale è sull’orlo di un’esplosione più grande, con la Russia e la Cina che considerano le azioni statunitensi in Libia  e forse in Siria e in Iran come attacchi ai loro confini che minacciano la loro sicurezza nazionale.

Gli Stati Uniti presumono la Russia o la Cina non replicheranno militarmente, ma si sono sbagliati già in precedenza. Quando il presidente Bush junior ha dato l’assenso al presidente della Georgia – un burattino degli Stati Uniti -di attaccare l’Ossezia del sud, la Russia ha sorpreso tutti rispondendo con le armi e reprimendo l’invasione della Georgia. Se un “esercito arabo” invaderà la Siria  e la Russia replicherà di nuovo, gli Stati Uniti indubbiamente saranno coinvolti direttamente.

Il gioco della guerra delle volte si gioca come ilpoker, dove una nazione bluffa e spera e l’altra chiude. Le provocazioni avventate di Obama hanno un limite che può essere raggiunto presto, a spese dei popoli del Medio Oriente e forse anche di tutti noi. Se gli Stati Uniti si coinvolgono militarmente con la Siria  e l’Iran, è compito ai lavoratori degli Stati Uniti mobilitarsi in massa nelle strade per impedire quell’attacco.

 

Shamus Cooke è un operatore sociale, è sindacalista, e scrive per Workers Action.

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Shamus Cooke is a social service worker, trade unionist, and writer for Workers Action. He can be reached at portland@workerscompass.org